Non si può realizzare nessun programma di prevenzione o di intervento circa l’obesità infantile senza coinvolgere la famiglia. Quindi per sperare di ottenere buoni risultati è necessario coinvolgere le famiglie in tutto quello che riguarda il bambino, sia nelle attività proposte dalla scuola, sia quando bisogna presentare e discutere i risultati di eventuali indagini sui consumi alimentari o sull’attività fisica svolta.

Il nucleo familiare diventa ancora più influente quando trattiamo l’importanza di alcuni alimenti, nei termini di quantità, qualità e variabilità.

L’intervento preventivo, di conseguenza, inizia dai genitori che devono promuovere una sana alimentazione ed incoraggiare l’attività fisica.

Spesso, però, si devono fare degli interventi atti a modificare i comportamenti diseducativi dell’intera famiglia, soprattutto nelle famiglie più povere, le meno istruite e quelle con meno sostegno sociale.

Soprattutto i comportamenti alimentari del bambino sono decisamente influenzati dal modello culturale che caratterizza il suo contesto socio-familiare. La figura della madre poi è molto importante, poiché nelle famiglie italiane spesso è lei la “responsabile acquisti” ; quella che provvede all’alimentazione familiare o, più nello specifico, quella che decide cosa deve mangiare la famiglia.

È necessaria, pertanto, un’informazione adeguata attraverso strumenti di comunicazione efficaci, per far accrescere nelle madri la consapevolezza dei rischi che errate abitudini alimentari comportano sulla salute dei figli, aiutandole a scegliere percorsi più salutari.

Il ruolo della madre diventa importante già in fase di gravidanza e continuerà ad esserlo per molto tempo nella vita del figlio. Uno studio ha messo in evidenza quanto potrebbe influire l’allattamento al seno nella prevenzione dell’obesità infantile.

Ma nonostante questi risultati siano alquanto discordanti fra loro, un’altra ricerca è andata oltre, provando a quantificare in una famiglia quanto la madre potrebbe influenzare la dieta della prole maggiormente rispetto al padre.

L’obiettivo prioritario resta focalizzato su entrambi i genitori e non solo, difatti l’incoraggiamento a modificare i comportamenti affinché si adotti un salutare stile di vita nel bambino obeso, dovrà tenere conto dell’intero nucleo familiare, mentre sarebbe pressoché inutile insistere su un singolo elemento della famiglia, per quanto importante sia. Un progetto di intervento preventivo punterà principalmente a far adottare a tutti i componenti della famiglia uno stile di vita più sano.