La prevenzione dell’obesità nei bambini e negli adolescenti ha lo scopo di garantire una crescita sana in persone giovani, quindi entro gli standard di normalità; ma anche quello di salvaguardare la salute del Paese. Gli sforzi di salute pubblica vanno rivolti all’intera popolazione, compresi bambini ed adolescenti ad alto rischio di sviluppare l’obesità. Le attività preventive coprono ovviamente un ampio spettro di iniziative da locali fino a vere e proprie politiche nazionali ed internazionali.

L’OMS spinge per una Strategia Globale su Dieta, Attività Fisica e Salute, e chiede ai governi di tradurre le sue raccomandazioni in piani d’azione nazionali e locali. Si raccomanda per esempio di usare un approccio multisettoriale per far sì che aumenti il consumo di frutta e vegetali, diminuisca l’apporto di grassi animali saturi in favore di quelli vegetali insaturi, si riduca la quantità e la proporzione di grassi, sale e zucchero nella dieta, si faccia attività fisica giornaliera, si mantenga l’Indice di Massa Corporea (BMI) entro limiti accettabili.

Gli interventi raccomandati sono di tipo comportamentale (modificazioni dello stile di vita individuale) e sociale (creare le condizioni, soprattutto per gli individui e le famiglie più esposte, perché possano cambiare i comportamenti individuali). Gli interventi devono essere applicati fin dall’infanzia perché la protezione dall’esposizione a fattori di rischio ha effetti tanto più benefici sul BMI e sul rischio cardiovascolare quanto più è precoce.

Sono soluzioni al problema, politiche che aiutino ad inserire la prevenzione dell’obesità, la nutrizione, l’attività fisica nella programmazione politica in generale. Un’ottima idea sarebbe quella di aumentare le possibilità dei meno abbienti di acquistare cibi ricchi in micronutrienti e poveri in grassi e zuccheri, magari accompagnata dalla tassazione dei cibi più grassi, o magari l’utilizzo degli avvisi pubblici come nel caso dei pacchetti di sigarette e del tabacco.

Alcuni studi hanno dimostrato come l’abbassare il prezzo dei cibi “sani” e rincarare quelli dei cibi grassi, modificasse di molto, in favore dei primi, gli acquisti. Una volta ripristinati i prezzi originari la scelta dei cibi più sani scompariva nuovamente.

Facilitare gli spostamenti a piedi o in bicicletta, si traduce nella creazione di aree verdi ed isole pedonali nelle nostre cittadine, e l’investimento nella realizzazione di nuove piste ciclabili.

Sul tema delle forniture di cibo, bisognerebbe migliorare la qualità dei cibi delle mense, aiutare i consumatori a scegliere bene, quindi con etichette più comprensibili, allo stesso modo ridurre le pubblicità ingannevoli e le pratiche di marketing volte a far consumare cibi e bevande in eccesso, contrariamente promuovere la cultura di un sano stile di vita, supportando i messaggi a favore di una dieta sana e dell’attività fisica.