La forma fisica è influenzata sin dalla prima infanzia da:

Fattori ereditari: ad esempio parametri come l’altezza o la forza della stretta di mano sono influenzati dai caratteri ereditati dai genitori. La predisposizione all’aumento di peso è maggiore se i genitori sono in sovrappeso.

Fattori ormonali: l’ormone GH (ormone della crescita) e gli ormoni tiroidei promuovono la sintesi delle proteine, del tessuto cartilagineo e di quello osseo, oltre allo sviluppo del sistema nervoso.

Fattori ambientali: come la nutrizione e l’attività fisica.

Una corretta nutrizione è fondamentale, sin dalla prima infanzia, per evitare carenze nutrizionali e, dunque, ritardi nella crescita.

Mentre in passato la malnutrizione per difetto era la preoccupazione principale dei pediatri italiani, attualmente il problema dell’eccesso di nutrizione sta assumendo proporzioni gigantesche. Gli ultimi dati di OkKio alla Salute (sistema di sorveglianza sul sovrappeso e l’obesità nei bambini delle scuole primarie, 6-10 anni) hanno rilevato che il 30% dei bambini italiani presenta eccesso ponderale, e di questi il 9% è obeso.

In particolare, se l’eccesso di peso si presenta prima dei 6 anni di età, è più probabile che il bambino rimanga in sovrappeso anche da adulto.

Inoltre, patologie come l’ipertensione, il diabete di tipo 2 e le dislipidemie (aumento dei livelli ematici del colesterolo o dei trigliceridi), che prima venivano riscontrate solo in età adulta, sempre più spesso si osservano anche in età giovanile. Queste complicanze legate all’eccesso ponderale possono migliorare significativamente, se non scomparire completamente, con la perdita dell’eccesso di massa grassa.

Da tempo sono note le possibili conseguenze dell’obesità in età giovanile sullo sviluppo e funzionalità dell’apparato muscolo-scheletrico, quali l’insorgenza precoce di dolori articolari, atteggiamenti posturali scorretti, carichi anomali su alcune articolazioni, alterazioni della crescita ossea specie degli arti inferiori.

Oltre a un’adeguata nutrizione, anche l’attività fisica regolare crea i presupposti per lo sviluppo armonico dell’organismo ed evita il rischio di incorrere da adulti in quella che è stata definita come “malattia ipocinetica”, caratterizzata da ipotrofia e ipotonia muscolare, alterazioni dell’apparato scheletrico, del sistema cardio-respiratorio e del sistema metabolico.

Lo sport in età evolutiva:

– previene l’accumulo e contribuisce alla riduzione della massa grassa;

– favorisce lo sviluppo delle masse muscolari;

– migliora la postura, l’equilibrio e le capacità coordinative;

– contribuisce alla corretta formazione dell’osso e migliora la mobilità delle articolazioni;

– migliora la capacità contrattile del cuore, la respirazione e riduce la pressione arteriosa;

– migliora il controllo nervoso della fame.

Durante l’età infantile si verificano profondi cambiamenti nella composizione corporea, che possono essere monitorati con l’utilizzo della bioimpedenziometria (BIA).

Se per alcuni bambini il passaggio all’età adolescenziale avviene senza troppe difficoltà, in presenza di patologie severe, che comportano il rischio di malnutrizione, è ancora più importante monitorare parametri come massa grassa, massa muscolare, massa minerale, massa cellulare metabolicamente attiva e idratazione, per meglio valutare lo stato di nutrizione, quello di salute e le riserve energetiche.

Differenze fisiologiche tra il sesso maschile e quello femminile possono essere apprezzate già dalla prima infanzia, ma più marcatamente a partire dall’adolescenza, in termini di quota muscolare, adiposa e di minerali ossei.

Il monitoraggio della massa grassa è inoltre fondamentale per prevenire condizioni quali il sovrappeso e l’obesità, che sempre più precocemente si osservano anche in età giovanile e che, se non corrette, possono predisporre a gravi rischi per la salute.